martedì, maggio 19, 2015

Un kit e nuove miniature per "Bethany House".

Ho finalmente il mio vecchio obiettivo dopo tanto tempo, ma ho fatto delle foto con una terribile messa a fuoco, la luce sbagliata e delle miniature difficili da fotografare!  :-( .....Ma avevo voglia di fare un post, un po' per scrollarmi di dosso le brutte giornate che ho trascorso, e queste miniature sono nel mio cassetto anche da un bel po' di tempo: mi sembrava giusto tirarle fuori. Non sono il frutto del girovagare in una bella fiera di settore, ma dei miei vari contatti online. Mi serviva un bel baule morissiano per Christabel (nella sua camera ne vengono rinvenuti diversi) ed ho deciso di acquistare il kit di Cats Paw che ne propone, o forse ne proponeva, in più varianti: io sono riuscita ad avere la mia fantasia preferita grazie all'aiuto di Beatrice Corsini di Piccole Tentazioni. Ancora non sono riuscita ad affrontarlo, ma spero di riuscire a dargli una bella patina invecchiata un po' simile a quella degli illustri esempi di Catherine di Kilmouski&Me e Monique di Fabulously Small
Ecco qui delle miniature destinate ad essere sempre del corredo di Christabel: le grucce sono di Artesanos Felipe Royo, acquistate da Karon Cunningham Miniatures; dei documenti con sigillo e ceralacca di Montserrat Folch (miniatura oramai celeberrima) che mi sono sembrati indicati a rappresentare il testamento di Christabel; dei fazzoletti di seta cifrati (tra cui la poetessa era solita nascondere le lettere di Randolph) , ricamati da Jonquil di Latchkey and Jonquil   (P.S. Grazie Jonquil! Io non avrei mai pensato a Randolph e ai suoi fazzoletti, un po' perche il personaggio del libro, non tanto quello cinematografico, non è che poi mi sta tanto simpatico!) ;-D

Accanto all'arazzo di Miniaturecorner , riproduzione su stampa di uno dei tanti prodotti da William Morris in collaborazione con Edward Burns-Jones, una serie di miniature commissionate a Caterina di Le Minis di Cockerina, destinate a Blanche : una copia di un giornale londinese dello stesso periodo del decesso della pittrice, e due libri fondamentali della sua particolare biblioteca: una riproduzione di una raccolta delle poesie di Tennyson e di un'opera di Mary Wollstonecraft

Quest'ultima miniatura è un poggiapiedi di Montheron: è un po' particolare, napoleonica direi, sembra più un piccolo pouf....non so se lo destinerò alla camera di Christabel, dove mi serviva, forse lo dirotterò nella casetta-tutorial, ma resta un pezzo insolito e interessante. Nel suo bel pacchetto è venuto dall'Olanda accompagnato da una minuscola cupcake alla fragola! :-)


mercoledì, marzo 25, 2015

1° tutorial per la casetta-tutorial.

 Come vi ho già accennato in un post precedente, dedicato a questa casetta battezzata "casetta-tutorial", ho tutte le migliori intenzioni di far pratica in questa dollhouse giocattolo, sperimentando tutti i tutorial di vari blogger e miniaturisti che attirano la mia attenzione, con lo scopo di dargli un aspetto ed un assetto migliore, data la struttura traballante. Ho portato a compimento il primo tutorial che mi ero prefissa: replicare, in qualche modo, il pavimento dell'ingresso della casa in miniatura protagonista del libro di Léa Frisoni. Ho trovato un' immagine ispirante per dare un nuovo aspetto al pavimento e all'intero ambiente della cucina di questa casa, che si avvia ad esserne anche la sala da pranzo, con uno stile più da "breakfast room". Per pigrizia ho cercato di aggirare l'ostacolo pensando di utilizzare delle carte già pronte con disegno a "carrellage": ne ho comprate varie e di vari fornitori ma, per quanto belle, restavano sempre troppo finte.
 Non sono riuscita ad essere super precisa, come mi sarebbe piaciuto essere, perchè anche con i materiali che stavo usando dovevo fare pratica: per esempio, mentre lavoravo ho scoperto che il Vinavil NPC, che stavo usando come collante, non conveniva distribuirlo su un'area più vasta perchè aveva un'asciugatura che non consentiva di riposizionare le tesserine del mosaico, se non eri stata troppo precisa nel posizionarle, ma conveniva procedere poco alla volta, se non addirittura una alla volta. Ho dovuto anche adattare le istruzioni suggerite da Léa Frisoni alle esigenze della mia struttura di base, che è interamente in plastica. Ho sostituito, innanzitutto, il vecchio pavimento prestampato su un cartoncino bristol di un mm. di spessore, in dotazione della casetta, con un cartoncino da legatoria resistente e spesso di 2 mm. di spessore.
 Ho lavorato direttamente su questa nuova e solida base, applicando uno schema di pavimento, offerto dal sito Tiny Ceramics Miniature Tiles, per aiutarmi, data la mia totale inesperienza. Inoltre volevo le "tavelle di dimensioni un attimino più grandi, come quelle vere in vendita da Henry Bart Miniatures, anche se non proprio così grandi, ma che più si avvicinavano al pavimento dell'immagine che sto usando come motivo di ispirazione. Ho utilizzato lo stesso schema per ritagliare anche gli ottagoni delle piastrelle, stampandolo direttamente sul foglio da acquerello da 200g/m che ho preferito usare per non creare ulteriore spessore alla base. Per ottenere il pavimento desiderato, oltre ai consigli di Léa Frisoni, ho "strizzato l'occhio" ;-) anche ai preziosi suggerimenti di Giac Dell'Accio e di Catherine Mooghiscath.

Come ha fatto l'amico Giac, ho preferito dipingere prima il foglio tutto intero utilizzando vari colori acrilici, e poi ho tagliato le varie tesserine del mosaico, mentre, come Catherine, sono partita da una base bianca su cui ho aggiunto i vari colori che mi hanno permesso di ottenere la sfumatura preferita. Per le rifiniture ho seguito le istruzioni di Lèa, usando, però, uno stucco in polvere da preparare al momento di Richard Stacey , per  poter avere delle fessure scure tra i mattoni. Per il resto tutto è stato molto terapeutico ed anzichè farmi venire un gran mal di testa, me lo ha fatto passare!  ;-D

sabato, febbraio 21, 2015

Blanche's Interview. Romana Brunello's Private Collection in esclusiva per Diario Vittoriano.

Il Natale di Baby Lou ( Casa degli Orsi )


Il mio primo post di questo nuovo anno si apre con una nuova intervista. Questa volta assolutamente inedita, nel senso che il personaggio coinvolto  è un collezionista riservato. Lei ci tiene infatti a sottolineare di essere “una semplice appassionata di miniature e collezionista dal 2010”. Non ha un blog o un sito e la sua strabiliante collezione non era mai stata resa pubblica.
Ho conosciuto Romy in maniera inusuale, colpita immediatamente dalle sue scelte, le piu disparate, ma tutte con un invisibile filo conduttore di grande libertà alla fantasia. E’ nato immediatamente un dialogo tra noi,che ora condivido, in parte, qui, con i miei lettori. Ma vi invito a guardare prima le immagini e poi, se volete, continuare a leggere, soffemandovi sulle sensazioni di questa festa per gli occhi.
Ancor prima di avere una visione d’insieme della sua collezione, anche solo  attraverso il suo racconto , ero già sicura di ciò che mi sarei trovata di fronte, ma al tempo stesso non ero preparata a quest'incredibile atmosfera sospesa in un tempo ormai remoto. Se pensate di stare guardando un’antica room-box, un antico shop di giocattoli o simili, vi state sbagliando. Tutto quello che vedete sono quasi tutte miniature prodotte in questo ultimi due, tre anni. Il loro involucro sono due cabinet di misure diverse. Davanti il loro fiabesco contenuto iniziamo questa conversazione che racconta la storia racchiusa tutt’intorno, come un incantevole libro pop-up.
(Fate Click sulle immagini per ingrandirle!)
La Pasqua della piccola Ida ( Casa degli Orsi )
 

-Com’è nata questa tua irrefrenabile passione per le miniature?.... tra l’altro in tempi recenti, come tu stessa hai sottolineato!
Sono rimasta attratta dal mondo delle miniature perché appagano il mio amore per il dettaglio e perchè in gran parte sono caratterizzate da un fascino retro' che - da buona nostalgica - subisco beatamente. All'origine di questa avventura lillipuziana ci sono i minuscoli orsetti di mohair che ho trovato qualche anno fa durante una vacanza in montagna a Ortisei.Tutt'ora non possiedo una vera e propria dollhouse, e inizialmente mi ero limitata ad acquistare una vetrina vintage piuttosto contenuta, di importazione indiana, in cui avevo riposto non solo gli orsetti, ma anche altri ninnoli. Piano piano però gli orsi hanno preso il sopravvento su tutto il resto e si sono circondati di tante belle cose a loro misura, di modo che la vetrina indiana è diventata "La casa degli orsi". E' una casa costituita da quattro piani "stagionali", caratterizzati dai simboli delle principali festività .Non so per chi guarda quanto le immagini rendano l'idea, comunque l'atmosfera che prediligo per i miei "ambientini" è festosa, non necessariamente realistica, ma a modo suo viva, con interazioni fra i personaggi (pelosi e non) e la disposizione informale degli oggetti. Non avevo idee guida chiare quando ho iniziato - e per la verità non credo che riuscirei ad attenermi con rigore ad uno stile preciso- perché sono attratta da miniature abbastanza eterogenee fra loro, e benché il risultato finale del loro accostamento sia forse più ludico che raffinato, io ne sono comunque felice... perché si tratta del mio tesoro!
Ferragosto di Marcellino ( Casa degli Orsi )



-E poi le miniature sono come i cioccolatini in una bella scatola….uno tira l’altro….
E già….Mi ero ripromessa, una volta ultimata la casa dei pelushini, di concludere la collezione… però poi non ce l'ho fatta! E così ho acquistato la replica in abete di un espositore antico, oramai denominato "La palazzina delle bambole". Per la verità non riesco a dare un'impronta abbastanza "seria" e adulta nemmeno a questa nuova residenza, che a sua volta si avvia a diventare piuttosto vivace, piena di colori e movimento… Ma del resto ciò che conta negli ambienti in miniatura è che ci sia "un'anima" di fondo, quale che sia, in grado di evocare un mondo caro al cuore. Vorrei però precisare che per me la soddisfazione maggiore non consiste tanto nel possedere le singole cose, quanto nel piacere di posizionarle, accostarle, combinarle fra loro: è questo gioco creativo - che presumo comune a tutti coloro che si dedicano anche ad una dollhouse - che a mio avviso rende questo settore del collezionismo particolarmente spassoso.

Halloween di Adriana di Colonna ( Casa degli Orsi )



 -Dunque ogni vetrina, ogni ripiano hanno un titolo , come un libro e i suoi paragrafi…..
 Sì, esatto! La vetrina piccola è La Casa degli Orsi, costituita da quattro ripiani a tema stagionale e relative festività (Natale, Pasqua, Ferragosto, Halloween).La vetrina grande è formata invece da cinque ripiani cui corrispondono ambienti dai temi diversi, cui ho dato titoli per così dire "espressionisti", in quanto non descrivono il contenuto in senso stretto ma evocano piuttosto lo spirito dei minuscoli abitanti (e ho preferito l'utilizzo della lingua inglese essendo più concisa rispetto alla nostra). Partendo dal ripiano più in alto (la cui composizione consiste in sintesi in una stanza del cucito), il titolo è "Preparing the Dress for the Cotillion" (ovvero, preparativi per il vestito del Ballo delle Debuttanti). Poi, passando al secondo ripiano, il titolo è "Breakfast at the Youth Club" (cioè colazione al Circolo Giovanile, benché oggettivamente si tratti di una colazione nella cameretta di una google-doll di nome Nibeth, in compagnia del suo micio e di tanti giocattoli ovviamente animati). Gli altri tre ripiani sono in fase conclusiva, ma non ancora del tutto completi e -un po' come accade con le ultime figurine mancanti degli album - non è facilissimo trovare i pezzi giusti. Ad ogni modo i titoli-guida sono già stabiliti: quello del terzo ripiano è molto semplice, "Cottage Life" (qui l'atmosfera è particolarmente shabby e anche un po' naturalistica); per il quarto, "Twinkle Twinkle Little Star" (il riferimento è alla ninna-nanna che la bambola al centro canta al bebè nella culla... e meno male a me, fino ad ora, non è giunta alle orecchie nemmeno una nota, segno che la mia natura naif qualche limite se lo pone ancora!  :-D ); e infine ho ribattezzato - in maniera abbastanza convenzionale, per la verità - "Granny's Memories" il ripiano più in basso,  la cui storia ruota intorno ad un classico baule della nonna pieno di capi e accessori demodé.

Preparing the dress for the Cotillon ( La palazzina delle bambole )




















-Come e dove avvengono i tuoi acquisti? Conosci personalmente qualche negozio specializzato? Hai visitato qualche fiera del settore?
I miei acquisti avvengono quasi esclusivamente tramite l'e-commerce, perché i negozi del settore sono rari e le occasioni di viaggio sempre piuttosto limitate. Questa estate però sono riuscita a trascorrere qualche giorno a Basilea, dove avevo l'obiettivo primario di visitare il Puppenhausmuseum, che è una meta oltremodo carina per chi si diletta con una dollhouse (oltre al fatto che tutta la città nel suo complesso è davvero incantevole), e di ritorno a casa ho portato qualche ricordino che ho trovato nel negozio sottostante al museo.Per la primavera avrei invece in proposito un giro all'Expò di Milano e - se andrà in porto - ci terrei a ritagliarmi una sosta presso il famoso negozio di Mariangela Gagliardi, che ancora non ho visto. Non sono mai stata a nessuna fiera di miniature, anche se la tentazione ci sarebbe eccome, solo che probabilmente la possibilità di fare acquisti per via interinale mi rende più pigra del dovuto.
Ho notato nel sito di Miniaturitalia 2015 la presenza di qualche nome internazionale piuttosto noto, come, ad esempio, Taller Targioni o il rivenditore canadese The Little Dollhouse Company, e spero ce ne siano ogni anno sempre di più, perché credo possano fare da volano ed accrescere il seguito e il prestigio della manifestazione nel suo complesso.

Breakfast at the Youth Club ( La palazzina delle bambole )


-Cosa senti di consigliare a chi acquista online, soprattutto se non ha altra scelta? Quali sono le tue esperienze personali sull’argomento? Pro e contro….
Le ordinazioni a distanza hanno in effetti qualche controindicazione inevitabile (talvolta l'oggetto non risulta all'altezza delle aspettative o si rivela in una scala non perfettamente adeguata), ma volendo guardare il lato bello della medaglia, via internet è possibile comprare direttamente dagli artigiani/artisti a prezzi relativamente contenuti, e inoltre la collezione che poi ci si ritrova è formata da pezzi provenienti da ogni parte del mondo, il che a mio parere costituisce un valore aggiunto. A volte, se mi capita di imbattermi, detesto  i sistemi di acquisto che non risultano automatici, che necessitano di attesa fra risposte e contro-risposte... uufff, se mi pare che la questione diventi macchinosa, preferisco rinunciare in partenza (tranne nei rari casi in cui mi viene proprio la fissa per un oggetto in particolare, ma si tratta appunto di evenienze sporadiche). Da questo punto di vista, quasi tutti i rivenditori americani sono di regola efficienti: nei loro siti per ogni prodotto - compresi quelli più esclusivi - viene rigorosamente indicato il prezzo e il pagamento scorre via come l'olio.

Twinkle Twinkle Little Star ( La palazzina delle bambole )



-Nonostante tutto io noto dei criteri di scelta ben precisi nella tua collezione! Vuoi raccontare cosa prediligi in assoluto?
Ecco...io di regola non è che cerco proprio l'economico, però evito pure di sconfinare nella fascia "lusso", tranne in via eccezionale e solo nel caso di "item" dotati di occhi - per esempio, costituiscono una tentazione per me le bamboline di Gale Elena Bantok! - ma per il resto mi sembra irrilevante il fatto che, tanto per dire, un comò o una cucina in formato mignon siano solidi, resistenti all'uso e prestigiosi quanto un comò o una cucina in scala reale: possono destare ammirazione, questo sì, ma alla fine direi che non mi "smuovono" più di tanto... sarà che prendo sul serio il collezionismo nella misura in cui rimane anche un po' un gioco, e perciò pur dando valore al dettaglio sono più propensa a spendere per un pezzo creativo - magari non pregiatissimo di per sé, ma che ha presa a livello emotivo - piuttosto che per il virtuosismo artigianale fine a se stesso. Dopodiché c'è anche qualche artista che reputo fra i " top dei top "che riesce a coniugare il pregio assoluto con la fantasia e la capacità di rendere un'atmosfera, e in questo senso trovo che sarebbe da incoronare Maritza Moran, i cui pezzi migliori infatti, non appena esposti in vendita in Etsy, risultano "sold" in men che non si dica, e praticamente non c'è speranza di acquisto per noi che viviamo ad un fuso orario troppo diverso da quello della California ... ecco.... per qualche esemplare dei suoi, un giorno, potrei addirittura affrontare la trafila barbosa di domande, risposte e contro-risposte di cui bla bla dicevo prima.
 
Cottage Life ( La palazzina delle bambole )




-Insomma Etsy è il canale di acquisto in miniatura da te preferito. Qualche artigiano che apprezzi in particolar modo, oltre a quello appena citato?
Etsy è davvero un contenitore ricchissimo per quanto riguarda l'handmade, ed in più è organizzato con la massima chiarezza sotto al profilo commerciale.Fra gli inserzionisti di miniature per dollhouse presenti nel sito, si avvicinano in modo particolare al mio gusto le creazioni delle sorelle americane di Storybook Miniatures, di cui possiedo alcuni pezzi fra quelli che amo di più.Un'altra artista che apprezzo moltissimo è Julie Deighton di "shabbychicminis": pensa che avevo appena terminato la Casa degli Orsi, ripromettendomi di concludere così la mia "esperienza in miniatura", quando Julie ha aperto il suo web-shop, lasciandomi letteralmente estasiata di fronte alle proposte che aveva listato e, manco a dirlo, ho finito per fare l'ordinazione, dando così il via all'inizio di un nuovo ciclo e alla seconda vetrina (e ormai sono avviata pure ad una terza!). Il fatto è che alle volte ci si trova davanti a pezzi talmente sorprendenti e perfetti nelle loro dimensioni minime che resistere all'acquisto e dimenticarli diventa davvero difficile. Per esempio, ultimamente sono rimasta incantata da una straordinaria valigetta del dottore e da un poetico catino con le peonie che emergono dall'acqua, confezionati entrambi da Martina Dellai di IndacoArtStudio.

Granny's Memories ( La palazzina delle bambole )


-A proposito di mini-made in Italy….Ho notato immediatamente qualcosa di familiare tra le tue miniature: l'uovo di Pasqua è di Caterina ( Le Minis di Cockerina ), la mia amica e conterranea! ;-)
Caspita, certo che hai occhio! Sì sì, infatti, l'uovo di Pasqua è di Caterina! Ed è sua anche la scatola ai piedi del coniglio: pensa che quando è arrivata era PROFUMATISSIMA e per un po' è stato un piacere aprire l'anta della vetrina e tirare un'annusata! :D (col tempo purtroppo l'effetto è svanito).

 -Conoscendo Caterina non mi meraviglierei se dentro l'uovo c'è pure la sorpresa!....Sicuro di aver controllato?!
:D

-Qualche tuo link utile al di fuori di Etsy? Qualche suggerimento?
Ah poi,.certo, ci sono numerosi artisti che in Etsy non figurano (è il caso per esempio della francese Veronique Lux - creatrice di coniglietti antropomorfi e pecorelle irresistibili - che per fortuna si è attrezzata con un sito tutto suo) e quindi sì, mi capita ogni tanto di fare anche acquisti altrove. Suggerimenti.....Quanto alle bambole - per chi ricerca quelle d'epoca - trovo sia un sito valido e affidabile Ruby Lane, che presenta tra l'altro un'offerta piuttosto ampia.
Per chi invece avesse la passione dei Teddy-bears in miniatura, segnalo un'artista russa, Olya Isaenkova, che espone e vende all'interno di BearPile: gli outfits dei suoi orsetti sono a dir poco strepitosi, guardare per credere!

Altri indirizzi di Romy:

Atelier Art Miniature
Almudena Gonzalez Miniaturas
Karon Cunningham Miniatures
Emma Jane Miniatures


(Foto su gentile concessione di Romana Brunello)

domenica, dicembre 07, 2014

......e per cena abbiamo avuto una tazza di latte caldo e pane bianco, spruzzato di zucchero, proprio come avrebbe fatto Wordsworth. (dal diario di Blanche, maggio 1858)

Un paio di nuove acquisizioni per Bethany che non avevo ancora mostrato: accanto al libro delle poesie di Wordsworth di Le Minis di Cockerina , la frugale cena di Blanche, a base di latte e pane e zucchero, è opera di Minicris by Cristina Minischetti.


La frugale cena di Blanche e Christabel mi fa sorridere, perchè mi è familiare: è il piatto che mia madre, durante l'inverno, adora consumare, quando non c'è di meglio. ;-D
Dopo tre anni poco produttivi, ma ricchi di approfondimenti, questo diario sembra apparentemente fermo. In realtà sta subendo un continuo restyling. Come nei veri diari, si ritorna a leggere le pagine precedenti, si apportano Post Scriptum e si correggono errori, si strappano intere pagine, si tolgono e si aggiungono foto, notizie, indirizzi e via dicendo. Ed allora, anche se molti progetti sono ancora "campati in aria" ....dico ugualmente: Buon Compleanno, Diario Vittoriano!!!



martedì, settembre 30, 2014

LA CASETTA-TUTORIAL.







Questa dollhouse non è la Fairbanks di DHE, quella che dovrebbe poi diventare Bethany House, ma è un progetto totalmente diverso e lontano dall'universo di Blanche e Christabel. Questa è quella dollhouse di plastica e cartoncino che ci si ritrova fra le mani ( o i piedi,...dipende dal punto di vista! ) se si raccolgono i primi venti fascicoli dell' "opera" "Casa delle Bambole" della RBA Italia , croce e delizia non solo mia, ma anche dei dibattiti delle mie amiche del gruppo "Casa delle Bambole - Miniature e divertimento". Alcune di loro sono proprietarie tanto quanto me di questo "simpatico" giocattolo per bambine, alcune anche con grande successo di blogging (vedi Mely Giunta di MelyMel  oppure Flora di La casa di bambole di Flora, anche se non fa parte del gruppo di Fb), altre ce l'hanno persino in duplice copia e la utilizzano per la sua versatilità come espositore nelle fiere di miniature, altre semplicemente comprano solo i fascicoli per accaparrarsi a poco prezzo delle miniature da..... trasformare!!! Per alcune, come lo è stato anche per me,  è stato un modo per avvicinarsi davvero al mondo delle dollhouse e scoprire poi, così, che oltre..... c'era tutto il resto......!!!
Non essendo un oggetto da collezionisti di pregio, ma restando aggrappata per affetto a questa sgangherata dollhouse "sintetica", l'ho ribattezzata "la casetta-tutorial" e, dentro, mi diverto a sperimentare di tutto. Ho pensato che, se dovevo commettere degli "errori-orrori", tanto valeva sperimentarli in questa casetta da molti bistrattata e perennemente in vendita da i più che ne sono venuti in possesso.
Dopo averla allestita quasi uguale al piano dell'opera, progressivamente l'ho modificata, man mano che maturavo la mia consapevolezza nel mondo del collezionismo in scala 1/12, ma anche per esigenze tecniche, per l'altrettanto progressivo crollo dei ripiani interni. Ora sono al terzo "remake" dell'intera casetta. Dopo averle dato un aspetto cupo e misterioso per un po' di tempo, ho deciso di cambiare totalmente tutto ed ora sono orientata verso qualcosa che sia più "country francese", o almeno così spero!
Già mi sono contaddetta subito, scegliendo delle immagini femminili da appendere alle pareti che francesi non sono, ma in questa casetta vi abiterà un personaggio un po' snob che si circonderà di tante regine. Lavoro molto lentamente, qui tutto è un esperimento, ma soprattutto molte cose saranno di carta, cartoncino e stoffa. Quello che vedete è solo il muro centrale che divide i primi due piani della casetta. Nel piano dell'opera questo muro divide l'ingresso-sala da pranzo dalla cucina al piano terra, e il salotto dal bagno al primo piano. Ora, nel mio progetto, al piano terra ci sarà un ingresso-salotto-libreria ed una cucina un po' più da rappresentanza, che fungerà anche da sala da pranzo. Al primo piano ci sarà la camera da letto ed il bagno, mentre nella mansarda....devo ancora decidere!
Questo è un rifugio fuori dalla folla e dalla città, per la sua proprietaria, per cui niente segue una logica pre-stabilita.
P.S. Per l'amico Giac
Come puoi vedere, non potrei mai essere io l'autrice di quello splendido interno provenzale del post precedente. Sono soltanto una umile neofita. ;-)
( Personal photos )

sabato, settembre 20, 2014

"Tale e Quale!"

Cucina provenzale in scala 1/1


Cucina provenzale in scala  1/12 by CosediunaltroMondo
Giorni fa facevo delle ricerche specifiche tra le immagini offerte da Google. Ero nella disperata ricerca di rintracciare l'origine di una foto che conservo in archivio da tanto tempo. E' una cucina
 da cui sto traendo ispirazione per un mio progetto parallelo. Non riguarda il mio progetto pre-Raffaellita, ma  un'altra dollhouse sgangherata a cui voglio dare un'impronta un po' country francese. Gira e rigira tra mille foto, lo sguardo mi cade su di un'immagine per me ormai familiare. Pensavo che stavo guardando la cucina provenzale di cui sono oramai perdutamente innamorata. Pensavo che fosse la cucina di una dollhouse che Mariangela Gagliardi aveva creato per una sua fortunata cliente. Quella cucina che a furia di rimirare oramai ne conoscevo ogni piccolo particolare, ed invece....ed invece era vera, verissima, in scala 1/1, di qualche bella dimora di campagna francese. OMG!!! Ma sono davvero "CosediunaltroMondo"!!!

Cucina provenzale in scala1/12 by CosediunaltroMondo
Cucina provenzale in scala1/1



P.S. : Grazie ad un'email privata di Mariangela Gagliardi al mio indirizzo, ho piacevolmente scoperto, col suo intervento, che la cucina da cui lei ha tratto ispirazione non si trova in Provenza, bensì in Normandia ed appartiene all'appartamento privato di un famoso interior decorator francese, Jacques Garcia, situato in un enorme castello denominato Chateau du Champ de Bataille. Per chi non lo sapesse, un po' di tempo dopo la mia intervista, Mariangela Gagliardi ha trasferito nuovamente il suo negozio-laboratorio  presso un nuovo indirizzo. Ora è il Via Solari, 12 ma sempre a Milano! ;-)


sabato, settembre 06, 2014

Un inaspettato "swap".


Questa estate ho avuto un swap inaspettato. Avevo commissionato alla mia amica Alessandra una sua libera interpretazione del mantello di velluto di Blanche. Un pezzo fondamentale del suo guardaroba. quello che la accompagnerà nel suo ultimo viaggio terreno. Avrei voluto presentarlo degnamente, insieme ad altre miniature che appartengono a Blanche, ma purtroppo non sono pronte molte cose. Neanche la foto rende giustizia alla piccola cappa. Ahimè,  sono rimasta senza il mio obiettivo fotografico abituale, e comunque è davvero difficile presentare qualcosa di "tutto - nero" e che non è rigido! :-/ Non ho ancora un manichino o qualcosa su cui appoggiarla che abbia un sapore vittoriano-preraffaellita. :-( Ma prometto di rimuovere la foto non appena ne ho una migliore. ;-)

Un'immagine tratta dal film "Possession" che ritrae Blanche Glover avvolta nel suo mantello di velluto negli ultimi istanti della sua vita.


La mia generosa amica mi ha chiesto, in cambio del suo lavoro, le mini-parrucche da bambola che avevo vinto un po' di tempo fa con il Facebook-Giveaway organizzato da Sandra Morris, di Tower House Dolls . Ed ecco il baratto inaspettato! :-) Sicuramente lei sa come utilizzarle, mentre io non avevo trovato ancora il tempo di mettere anche solo una sopra un porta-cappelli. Se avete il tempo, visitate il  nuovo blog di Alessandra,  "Sepia" : sono ancora pochissimi post, ma ricchi di atmosfera, con le sue Minis tutte da ammirare.



(Photos personal)