Visualizzazione post con etichetta Un po' di storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Un po' di storia. Mostra tutti i post

mercoledì, aprile 30, 2014

Blue Plaque


Blue Plaque by Le Minis di Cockerina
 Io e Caterina! Sembra il titolo di un film, ma in molte occasioni io e Caterina ci siamo trasformate in "il braccio e la mente", ma vanno bene anche tutte le accoppiate comiche: il gatto e la volpe, Cocky&Renato, Franco e Ciccio, e così via, perchè con Caterina si ride anche molto spesso! E per fortuna!!! Comunichiamo di frequente, parliamo di questo e quello, mentre lei cerca di  trasformare ogni mio desiderio letterario in miniatura.
Le parlavo, giorni fa, del fatto che era per me difficile mantenere gli interni o gli oggetti della dollhouse strettamente legati ai soli due anni in cui Blanche e Christabel avevano abitato insieme. 
Sarebbe riduttivo per me, privo di stimoli. Anche le copertine dei libri, che mi ha confezionato lei, molto spesso sono posteriori alla morte di Blanche, ma sinceramente non c'è gusto ad avere dei libri dalla copertina insignificante! Nel recente dibattito bambole sì o bambole no, che incarnino in casa almeno  i due personaggi, personalmente ho concluso che è molto probabile che  non potrò mai permettermele, soprattutto quelle che hanno un aspetto realistico e sofisticato sono fuori dalla mia portata, e sinceramente i compromessi non mi sono mai piaciuti!
C'è un compromesso, però, che non mi dispiace! Trasformare Bethany in un museo: una casa-museo dove, se non ci potranno esserci le bambole, basteranno i manichini con le loro suppellettili (stile Jane Austen's House Museum , ma in chiave pre-Raffaellita) e, magari, tutto ciò che abbraccia l'epoca delle protagoniste ed i personaggi che ruotano intorno a loro, di fantasia e non.
In un viaggio a Londra ero rimasta affascinata dalle targhe blu commemorative applicate ai muri delle dimore, a testimonianza di un personaggio famoso vissuto in quella casa, oppure di un evento avvenuto in quel luogo. Le "Blue Plaques" londinesi, istituite sin dal 1867 dalla Royal Society of Arts, sono le più antiche al mondo. Ne avevo vista una in miniatura da qualche parte sul web e mi era piaciuta molto, per cui ho pensato subito a questo piccolo particolare mentre maturavo l'idea della casa-museo. Non avendo dimestichezza con i giochi di magia grafica al computer, ho iniziato a mostrare vari esempi di "Blue Plaques" a Caterina, da quelle istituite dalla Royal Society of Arts fino a quelle più moderne istituite dall'English Heritage, l'organizzazione che si occupa attualmente di questo compito. Avevo già bene in mente che cosa volevo che ci fosse scritto al centro. Caterina, solerte, ha eseguito, facendomi trovare questa piccola sorpresina tra gli ultimi libri che ho comprato da lei. Qualcuno può pensare che è un regalino per cui non vale la pena di sprecare tante parole, ma per me quel pezzettino di cartoncino ha un significato.
Questa versione della "Blue plaque" è stata istituita nel periodo che va dal 1901 al 1938, quando ad occuparsi delle targhe commemorative era la London County Council (LCC). Fu proprio quest'organizzazione a stabilire che all'originaria targa in encausto voluta dalla Royal Society of Arts si mantenesse per sempre il colore blu (nel periodo antecedente le facevano anche di altri colori, ad esempio marrone, per risparmiare) e si desse più importanza alla grafica, aggiungendo una corona d'alloro e il titolo LCC. Le "Blue Plaques" moderne sono in ceramica Royal Doulton, con un evidente bordo bianco. Fu dato questo design semplice e moderno, che permetteva di dare più spazio alle scritte, da uno studente della Central School of Arts&Crafts, nel 1938.
Penso che un po' di nozioni storiche non guastano mai dietro ai nostri mini-interessi.
Solitamente la posizione di una targa blu non può essere un muro di cinta o i pilastri di un cancello, ma curiosamente, la foto sullo sfondo della mia targa blu nasconde quella vera  posizionata sul pilastro del muro di cinta del giardino della Red House di William Morris, la cui storia mi ha fatto scoprire alcune analogie con il mio romanzo. Ma questa sarà un'altra storia.....
Red House Blu Plaque for William Morris
 
(Photos Personal&Wikipedia)

mercoledì, agosto 22, 2012

Un po' di storia.....MUSEUM of MINIATURES

Frontview MUSEUM
Backview MUSEUM

  
Questo straordinario museo in miniatura, assemblato in un periodo lungo 42 anni, è stato offerto all'asta in un unico lotto, stimato 300.000-500.000 $, ed è stato costruito per ospitare una vasta collezione di miniature. Ai migliori produttori di miniature del nostro tempo sono stati commissionati la creazione di pezzi "one-of-a-kind" appossitamente per il museo. Sono presenti oltre 1875 oggetti fatti a mano, che vanno da quelli antichi a quelli dal design contemporaneo,  realizzati in scala 1:12. In questa mini-mostra permanente sono presenti le copie di alcune opere d'arte del 17° secolo e in Art Deco (periodo moderno). Circa il 40 per cento dei manufatti sono miniature antiche, molte delle quali sono vecchie di secoli. Molti oggetti sono anche stati acquistati nei negozi di antiquariato da ogni parte del mondo, dal Gran Bazar di Istanbul ai bazar di Parigi e Madrid, ma anche da negozi di ogni genere, da collezioni private, da vendite immobiliari ( incluse quelle di personaggi famosi ), da commissioni speciali, da eventi o donazioni in miniatura.I paesi rappresentati dalle miniature antiche (opera di artigiani sconosciuti ) sono: Austria, Cina, Cecoslovacchia, Danimarca, Egitto, Ungheria, India, Irlanda, Isola di Malta, Norvegia, Filippine, Polonia, Russia, Spagna, Tibet e Turchia. Gli artigiani raggruppati sotto l'etichetta di "Twentieth Century Artisans", e quindi quelli contemporanei che hanno contribuito all'opera, sono 216 tra i più noti produttori di miniature e sono proveninti da: Australia, Isola di Bali, Canada, Colombia, Inghilterra, Francia, Germania, Israele, Italia, Giappone, Messico, Portogallo, Scozia, Svizzera, e da 26 stati degli Stati Uniti d'America. La maggior parte delle loro miniature sono state realizzate nel corso di un periodo di nove anni. Sette libri in miniatura conservati nel museo contengono gli autografi dei nomi degli artigiani del ventesimo secolo e l'elenco dei paesi rappresentati da essi.

Adam's Room

Art  Decò Room

L'edificio misura 7,5 x 3,5 metri, con una profondità di 50 cm. di larghezza e poggia su una solida base in rovere scuro. E' stato costruito interamente in un unico pezzo ed è stato progettato per essere visualizzato sia dalla parte anteriore che da quella posteriore. Ci sono voluti  3 anni e mezzo per completare l'intera struttura costituita da vari tipi di legno duro.
L'esterno della struttura è composta da colonne tornite a mano in legno di noce ed è ornato con decorazioni in stile Barocco italiano. Le finestre sono state lavorate a mano con un disegno in vetro piombato, mentre il tetto è stato composto da lastre di ardesia multi-color di un centimetro quadrato.  Ci sono inserti di marmo rotondi incassati ai lati del palazzo. Vi è una galleria delicata intorno alla sommità dell'edificio. Sopra la parte anteriore e posteriore dei frontoni, delle nicche alloggiano dei busti marmorei. Ai lati della scalinata d'accesso vi sono una coppia di leoni in bronzo montati su Marmo Tish e le antiche statue in bronzo sono state acquistate a Londra in Portobello Road. Anche le urne in bronzo vicino all'ingresso sono antiche e provengono dalla famosa tenuta di Nelson Eddy ( attore e cantante americano tra gli anni '30-'50 ), mentre la nicchia tra le porte d'ingresso contiene un bronzo del 19° sec. di un uomo ed il suo cavallo.

Hepplewhite Room

17th-Century Room


All'interno, varie specie di legni sono stati utilizzati nella costruzione dei pavimenti. Ciascuno dei piani delle otto camere sono con un disegno diverso ed un legno diverso. I pavimenti delle Sale Grandi, sia inferiore che superiore, insieme con le scale sono di marmo travertino in due colori,, beige e marrone chiaro. Le stanze della parte anteriore, da sinistra a destra, al piano superiore sono la Adam's Room e  l'Art Decò Room, mentre al piano terra ci sono la Hepplewhite Room e la 17th-Century Room. Le stanze del lato posteriore, da sinistra a destra, al piano superiore sono l'Art Nouveau Room e la Victorian Room, divise dalla Upper Grand Hall, mentre al piano inferiore vi è l'Asian Ivory Room ( con le pareti tappezzate di lino blu e il parquet di palissandro) e la French Room, in stile Louis XV, divise dalla Lower Grand Hall. Ogni camera ha il proprio sistema di illuminazione, supportato dal sistema elettrico dell'edificio. I lampadari, in particolare, sono stati progettati e realizzati per abbinarsi all'arredamento e al periodo storico e allo stile di ogni stanza.


Lower&Upper Grand Hall

 I quadri presenti sono delle tecniche più varie: ad olio, ad acquerello, in smalto, in avorio antico, in bronzo, in argento, a piccolo punto oppure sono degli schizzi a matita.Il più piccolo dipinto si trova nell'Asian Ivory Room e rappresenta un Taji Mahal intagliato a mano e montato su di un Morrish Screen.
I tappeti a piccolo punto sono stati realizzati in un periodo lungo 12 anni da un artigiano della California. Molti anche gli esemplari di pizzi lavorati a mano e cuscini a piccolo punto e alcuni afgani, sempre "handmade", lavorati con fili di cotone e seta n°70. Gli arazzi a piccolo punto, tre antichi e uno contemporaneo, sono stati realizzati con 40 maglie di garza di seta
Tutti i bouquet floreali e le piante sono fatti di una speciale carta colorata e da piccoli fili sottili assemblati insieme per essere trasformati in forme floreali e poi immersi in smalti colorati, una foglia e un petalo alla volta.
Ci sono in mostra decine di pezzi di vari tipi e stili di mobili antichi e d'Avorio, ad esempio ben 56 stili di sedie e un tavolo composto da più di mille pezzi di legno intarsiato.

Art Nouveau Room

Victorian Room

Tra le suppellettili si trovano porcellane di ogni genere, alcune di dimensioni piccolissime, costituite da servizi da tè, tazze, piattini, contenitori, vasi, brocche, ciotole, piatti. Una collezione di vasi Wedgwood  decora la Hepplewhite Room. Ci sono poi decine di vasi e contenitori lavorati a mano accanto ad un tornio da vasaio e ben settantadue pezzi di vetro colorato soffiato a mano da un artigiano californiano che ha imparato il mestiere nelle officine di Murano, a Venezia, a loro volta copie di modelli esposti in vari musei. Sono centinaia gli oggetti in avorio vecchi di cento anni. Tra i mobili antichi dell'Ivory Room vi è un cabinet d'avorio che ha intarsi di madreperla su tutti i lati di uccelli e disegni floreali e con maniglie alle porte a forma di farfalla. Molti anche gli oggetti in argento massiccio: statue, servizi da tè, contenitori, vassoi, ciotole, scatole, posate, candelabri, interi servizi creati da due artigiani, padre e figlio, della Virginia. Un gioielliere dell'Arizona ha invece realizzato un tavolo in giada e argento che è la copia di uno creato dal celebre Carl Fabergè.
Vari sono anche gli animali, intagliati a mano da pietre semi-preziose e legno oppure in bronzo.
Gli strumenti musicali presenti sono in tutto 18, tra cui un clavicembalo verticale (copia esatta di uno del
Metropolitan Museum of Art di New York ),  un Sitar intarsiato d'avorio e un Virginale, strumento del XVII° sec. Vi è anche una collezione di coltelli e armi, tra cui anche medievali, opera di alcuni gioiellieri-miniatori e la copia di una intera armatura italiana del XVI sec. fatta da un fabbro del Wisconsin.

Asian Ivory Room

French Room

Ovviamente non mancano i libri, ancora una volta alcuni di essi vecchi più di cento anni. Vi è un libro di Inni della Chiesa, rilegato in pelle, stampato a mano in oro e copiato esattamente come la versione a grandezza naturale.
Vi sono articoli religiosi come rosari, icone e calici. Uno di questi ultimi è stato realizzato da un gioielliere ed è la somma di 11 pezzi separati di oro bianco, oro giallo, smalti e pietre preziose. Una collezione di croci in oro 18k sono custodite in un tavolo di vetro, mentre sono quattro le preghiere tibetane del XVIII sec.
Tanti i pezzi smaltati, tra cui paraventi, parascintille, penne, ciotole, piatti, orologi ed un music-box funzionante con una scena francese dipinta sulla parte superiore. Molte le varietà di paraventi: a due, tre o quattro pannelli, decorati a piccolo punto, dipinti, smaltati, in avorio o intagliati a mano. Poi un set completo di strumenti per la manicure in una scatola a scomparti apribili, realizzata da un settantacinquenne dell'Ohio.
Bambole piccole piccole, la cui perfezione le rende oggetti ambiti tra gli appassionati di miniature e rende particolarmente ricercato il lavoro di quest'artigiano californiano che le ha realizzate. Ci sono anche alcuni orsi Teddy e giocattoli vittoriani, anche con parti mobili.
 Gli oggetti sono troppi per citarli tutti, sia antichi che contemporanei, ma sono il risultato del miglior lavoro dei migliori artigiani del mondo in miniatura, per cui si potrebbe ben dire di avere davanti un Museo da record.

(Credit: Antic Art Objects )

mercoledì, giugno 06, 2012

50 LOVELY FRIENDS!



Pasticceria Ascalone - Via Vittorio Emanuele,17 - Galatina (Lecce) - Info.0836.566009
( Personal photos ) 

Questa Pasticceria non è una miniatura, ma è sicuramente una miniatura di Pasticceria. Se dovessi un giorno abbracciare il progetto di una riduzione in scala di una pasticceria reale, sarebbe proprio questa. E' il luogo dove, se potessi, darei appuntamento ai miei 50 "amabili amici", lettori, sostenitori. E' un posto sufficientemente antico, ricco di storia e di segretissime tradizioni artigianali per essere apprezzato da un miniaturista o appassionato tale. Siccome mi piace raccontare, a volte, un po' di storia, dovete sapere che è qui che, nel lontano 1745, è nato il mitico "Pasticciotto" Salentino, dalle mani di Nicola Ascalone, antenato di Andrea, attuale tenutario dei segreti dell'antica ricetta del "Pasticciotto de Lu Scalone". Pasticcerie e Pasticciotti nel Salento ce ne sono tante e tanti e quasi tutti belle e buoni, ma Ascalone è il Re e la sua minuscola Pasticceria è un luogo dove fare un tuffo nel passato già dalla vetrina. Fuori le vetrinette sono un bijoux come una gioielleria, con i dolcetti in mostra sui vassoietti come tanti preziosi. Dentro sembra di essere catapultati in un'altra epoca, tra specchi, antiche onoreficenze, un pavimento a scacchi bianco e nero e la tappezzeria rossa, molto Vittoriani. Anche la ricevuta vi sarà data da una antica cassa ottocentesca. Solo due tavolini molto Viennesi, per sostare, per cui qui non c'è la calca, ma un religioso silenzio, interrotto da intime chiacchere fra pochi avventori. Purtroppo quasi tutti i miei 50 Followers saranno sicuramente destinati a rimanere virtuali, data la distanza che ci separa. L'unica che mi può raggiungere in giornata è Caterina, che non mi dispiacerebbe consolare dopo il suo Day Hospital. Vi ringrazio comunque tutti, e vi invito a contattarmi se qualcuno di voi dovesse passare dalle mie parti. Colazione da Ascalone, dunque!


Condividendo il link del loro blog, dove è possibile, mi appresto a dare il benvenuto ufficiale ai miei 50 lettori!!!

Da Lugo, in Spagna ,Maria L. by Ciudad en miniatura & miniarte.dementeamano
Da Roma, Totò by IL FAVOLOSO MONDO DI CARTA DI TOTO'
  ....?....  , Anna_Maria 1967
Da Lorca, in Spagna, Lobezna by BLOG DE LOBEZNA
Da Centurion, in Sudafrica, Elga Koster by ELGA'S MINIATURES
Da Torino, Ire by Ore Liete
Dalla California, negli Stati Uniti, Kate by Forget-me-nots are Blue
Da Leighton Buzzard, nel Regno Unito, Andy by Dolls'house and miniatures
Dal New South Wales, in Australia, Margaret by MY PETIT PARTERRE
Da Lisbona, nel Portogallo, Cuhna by Casa de bonecas minhas
Da Owasso, Oklaoma, negli Stati Uniti, Troy Bettridge by ..Tulsa Tiny Stuff
Da Bari, Caterina by LE MINIS DI COCKERINA
Da Siviglia, in Spagna, Pedrete by !Hoy puede ser un gran dia!
Da Barcellona, in Spagna, Carina by MIS CASAS EN MINIATURA
Da Milano, Ersilia e Dada by Dada's dollhouse
Da qualche parte del Regno Unito, Robin by Visiting houses & gardens
Da Seine et Marne, in Francia, Catherine by Le monde créatif de Catherine
Da qualche parte degli Stati Uniti, Minnie by Minnie Kitchen
Da qualche parte della Germania, Mieke by PETITE VICTORIAN ROSE
Da qualche parte della Germania, Honey Melone by Honey Melone Miniatures
Da Bruxelles, in Belgio, Anne by Petit Bonheur
Da Gijon, in Spagna, Madame Lafayette by El rincòn de Madame Lafayette
Da Tours, in Francia, Isabelle by La passion d'Isabelle
Dalla Bretagna, in Francia, Béatrice Thierus by Les Miniatures de Béatrice
Da qualche parte dei Paesi Bassi, Xandra Dekker by Dollhouses and miniatures
Da qualche parte del Regno Unito, David Edwards by David Edwards Miniatures
Da qualche parte dei Paesi Bassi, LA BELLE BRIGANTE 
Da Barcellona, in Spagna, Malu2 by Malu's Minis 
Da Oviedo, in Spagna, Maria Blanca " Ayamontinomaria" by MI PEQUENA LIBERTAD
 ....?...., C.Gomez
....?...., Alessandro"Alestileantico" by ANTICostume
Da Roma, Mari@ by Il Cucchiaino Magico
Da Santiago, in Spagna, Carmen by Mi pequena evasion
Da Reus, in Spagna, Cote by La cosas de Cote
Da Varsavia, in Polonia, 17-17 by 1717 mk's
Da Guarulhos, Sao Pàulo, in Brasile, Eliana Martins d'Oliveira by Terra dos Gigantes
Da Nambucca Heads, in Australia, Lidi by BASKETCASE MINIATURES
Da 35 miglia a Nord di Amsterdam, nei Paesi Bassi, Josje by A Beautiful World
Da qualche parte dei Paesi Bassi, Alexandra by The House of Holland Miniatures
Da Orbetello, in Toscana, Alessandra di Tu sei Regina
Da qualche parte degli Stati Uniti, Catherine by Kilmouski & Me
Da Sabadell, in Spagna, Ascension by MIS MINIATURAS
Da Messina, Elvira by Elvira My dolls house Casa di bambola
Da qualche parte della Finlandia, Johanna by Mini daydreams
Da Varese, Luisa by La casa di Lu
Da Parigi, in Francia, Léa Frisoni by Un Jour à la Campagne - L'Atelier de Léa & Boudoir et Nostalgie
Da Cagliari, Flora by LA CASA DELLE BAMBOLE DI FLORA
Da qualche parte della Francia, Muriel by Le Coffre d'Emilie
Da qualche parte dell'Italia, Mariiia 
Da qualche parte dei Paesi Bassi, Dorien Litjes-Donkers by Create and design your own Victorian interior for the Garfield doll house 



sabato, marzo 17, 2012

Un po' di storia.....Dolls' House "Killer Cabinet" (Inghilterra, Gran Bretagna1830-1839)

Killer Cabinet - V&A Museum of Childhood - Homes Gallery
 




 Questo elegante esempio di  Casa delle Bambole, realizzato agli inizi del 1800 da un'artista sconosciuto, è molto speciale perché è stata impostato  in un armadio in legno laccato nero, decorato con motivi cinesi molto in voga in quel periodo, e non in un edificio in miniatura. L'influenza olandese e tedesca si coglie maggiormente nelle prime case inglesi del XVIII ° sec. e si protrae per qualche tempo, infatti la maggior parte erano una combinazione tra un mobile ed una costruzione in miniatura. Ma, in linea di massima, entro la fine dello stesso secolo la preferenza in Inghilterra per la creazione delle Case delle Bambole si orienta verso gli edifici in miniatura. Un altro bell' esempio inglese di  Dollhouse- Cabinet è la Baby House "Westbrook House" del 1705. Magnifici esempi si trovano in Olanda, dove fiorì questa moda per un bel po 'di tempo. Infatti, gli esempi più grandiosi oggi si trovano esposti nei musei olandesi. Le mogli dei ricchi mercanti del XVII° sec. spendevano ingenti somme di denaro per quello che era ormai considerato un vero e proprio "hobby-nazionale": le loro Dollhouses-Cabinet erano discretamente ostentate e ricevevano una grande devozione in ogni parte del loro allestimento.


 La  "Killer Cabinet" è un tardo esempio, risalente infatti al 1830, anche se è probabile che i mobili e gli arredi sono antecedenti a questa data. E' nota come "Killer  House" perché è apparteneva ad un certo John Egerton Killer, un medico di Manchester, che aveva commissionato una copia di un armadio di famiglia preferito, in suo possesso, al fine di divertire le molte donne della sua casa, fornendo loro una "Baby House" all'interno di esso, da utilizzare come uno stand espositivo. Aveva notato che alcune di esse avevano fatto una serie di oggetti in miniatura adatti ad una casa delle bambole, per cui aveva pensato che in questo modo potevano mettere in mostra il loro lavoro. 




Il cabinet misura 171 cm. in altezza, 160 cm. in larghezza ed ha una profondità di 56,5 cm. Esso è diviso in quattro sale: un soggiorno-studio ed una cucina ben attrezzata al piano terra, il salotto e la camera da letto al piano superiore La scena  nelle quattro camere della casa conserva l'atmosfera del secolo precedente, ma ha anche un'aria di piacevole informalità. Le bambole e gli arredi, soprattutto quelli del piano superiore, sono stati ordinati ed acquistati a Londra dal dottor Killer, in modo da poter usufruire della sua godibilità come oggetto di gioco sin dal momento in cui è stato donato come regalo. Ma molti degli arredi sono stati realizzati dalla stessa famiglia Killer, come ad esempio la sedia con le piume di fagiano.
  


(Credits: V&A Museum of Childhood)

mercoledì, febbraio 29, 2012

Un po' di storia......"Baby House" of Princesses Mary, Sophia & Amelia

Princesses Mary, Sophia and Amelia - daughters of  George III - John Singleton
Kew Palace Baby House - George III's daughters' 18th-Century Doll's House
Kew Palace Baby House "details"
Kew Palace from Thomas Dugdale's Curiosities of Great Britain - 1735

Kew Palace (Vista dai giardini)



Quest'antica Doll's House, che risale al 1780 e fu costruita per le giovani figlie del re Giorgio III, è attualmente esposta nella King's Breakfast Room al piano terra del Kew Palace. Prima della fine del secolo, le principesse avevano lasciato la loro Casa delle Bambole (o "Baby House", come si usava definirle nel periodo Georgiano)  ai figli del Capitano di Bandiera dello yacht del re ed è per questo motivo che è stata ritrovata in una casa a Weymouth. Una etichetta di carta all'interno dello sportello della Doll's House reca questa scritta: "Questa Casa di Bambola è stata fatta dalle figlie di Giorgio III durante il loro soggiorno presso Weymouth e data da loro ai figli di Sir George Grey, mio ​​nonno che era il Capitano di Bandiera sulla nave del re. Mary Bonham Carter, Ottobre 1804. " Oltre 200 anni dopo, il ritrovamento del prezioso giocattolo che Mary Bonham Carter aveva firmato, ha aiutato i curatori del Kew Palace, per moltissimo tempo ignari della sua esistenza, con il loro progetto di restauro dell'antica dimora.
Kew Palace History

 Susanne Groom, che per circa 15 anni si è occupata di tutte le opere appartenenti al Kew Palace presso l'Archivio Nazionale, racconta che quando, nella primavera del 2004 hanno ricevuto la Casa delle Bambole, acquistata dalla Historic Royal Palaces, e l'hanno aperta sul davanti, hanno notato subito l'evidente somiglianza di molte parti o oggetti della Casa in miniatura con degli elementi reali del Kew Palace come dovevano apparire alla vista alla fine del XVIII sec. Sono riusciti a rientrare in possesso della Casa grazie alle confidenze di un collezionista che aveva visto il prezioso manufatto ad un'asta. Per quasi un decennio la Baby House era rimasta invenduta ed era finita presso un mercante d'arte di New York, che era ancora alla ricerca di un acquirente idoneo. La Historic Royal Palaces ha così riacquistato la  "Kew Baby House" ed ha iniziato subito a setacciare gli Archivi Reali alla ricerca di riferimenti e descrizioni dell'esistenza del reperto. Secondo i documenti, la Casa delle Bambole in legno era stata costruita dal falegname presente a bordo del Royal Yacht esclusivamente per le giovani figlie di Re Giorgio III, intorno al 1780. Le Principesse avrebbero giocato con la casa intorno al 1780-1790. La Principessa Mary ha scritto di una Casa di Bambola presente a Kew Palace ed è molto probabile che si tratti della stessa. Si tratta di un reperto incredibilmente raro del periodo Georgiano, soprattutto perchè la maggior parte delle sue caratteristiche originali e gli arredi - alcuni dei quali sono stati fatti dalle giovani Principesse - restano intatti. La Casa offre un affascinante spaccato del gusto delle Principesse Reali nella decorazione degli interni e il loro operato risulta altamente qualificato. In più ha dato ai restauratori del Kew Palace un aiuto prezioso per ripercorrere i colori e gli stili autentici della dimora. Mobili dipinti, realizzati nello stile George Hepplewhite molto in voga in quel periodo, hanno delle sorprendenti analogie ai pezzi presenti nel Palazzo stesso e altre decorazioni ed arredi, come la tappezzeria, la lavorazione del letto e le verniciature pregiate che sono molto simili. La carta da parati, sia nella casa che nel Palazzo è dello stesso blu/verde, ed anche se il disegno di quella del Kew Palace è molto più semplice, secondo Susanne Groom il colore è lo stesso. Hanno condiviso anche la stessa vernice color crema, che ora non c'è più, ma di cui rimane un frammento datato 1804 in cui è annotato "vernice color crema che riveste gran parte della Casa".
Attraverso le analisi della vernice ed un esame dei documenti storici del Palazzo si è risaliti anche al fatto che avesse in comune, con la Baby House, anche lo stesso battiscopa marrone scurissimo, che corre lungo il perimetro delle mura delle stanze. Anche le rifiniture delle porte e le curiose "sedie-rotaia" dipinte bianche e verdi, simili ad alcune della Royal Collection, si trovano in entrambe. Il bellissimo letto della Doll House ha dei materassi trapuntati a mano e dei paramenti ricamati. Le Principesse, in particolare Sophia ed Amelia erano note per essere delle abili ricamatrici, per cui è probabile che questo sia un loro lavoro.
Il tavolino da toilette nella camera da letto, con i suoi paramenti, ha una qualche rassomiglianza con quello che compare raffigurato nel quadro dipinto da Johann Zoffany, intorno al 1764-65, che ritrae Queen Charlotte con i suoi due figli maggiori ancora bambini, ed attualmente nella Royal Collection.
Queen Charlotte with her Two Eldest Sons - Johann Zoffany (1764-65)

 Sia la Casa delle Bambole e sia i piccoli mobili hanno richiesto un lavoro di restauro e conservazione laborioso, come ci si aspetta da qualsiasi giocattolo usato e datato diverse centinaia di anni.
Incredibilmente, è stata utilizzata la "saliva" per pulire delicatamente la carta da parati all'interno della Casa. La saliva, non contenendo sostanze chimiche, è solidale con la delicatezza della superficie di una carta così antica, rimuovendo sporco e polvere senza intaccare l'inchiostro storico e la carta stessa.
Alcune piccole riparazioni strutturali sono state effettuate sia alla Casa e sia all'arredamento in miniatura. Studiosi e restauratori specializzati nel tessile di Hampton Court Palace si sono presi cura  dei tessuti presenti nella Baby House, compreso il piccolo letto (completo di materassi multipli, lenzuola, cuscini e fodere ed il baldacchino con  i suoi tendaggi), un tappeto e le sedie imbottite.
"The Dutch House" (Kew Palace)  Kew Garden (Ingresso)

sabato, gennaio 07, 2012

Un po' di storia.....La Casa nell'Armadio. "A GEORGE II GRAINED FOUR-ROOM 'BABY' HOUSE.

Questo armadio in Stile George II, risalente al 1750 circa, è stato organizzato per ospitare al suo interno un'originale Casa delle Bambole. Con una miriade di allestimenti in buona condizione di epoche diverse, è stato battutto all'asta da Christie's nel gennaio 2009. Un insolito "pezzo unico", dalla struttura lignea dipinta per simulare il legno di quercia, con finestre a ghigliottina di grande dimensione da cui si accede agli interni che sono di particolare prestigio, perchè gli esperti d'arte presumono siano stati ristrutturati e decorati dalla scrittrice vittoriana Charlotte Bronte durante il suo orario di lavoro, nell'estate del 1839, quando soggiornava presso i Sidgwick, una famiglia benestante di Stonnegappe, nella piccola comunità di Lothersdale, vicino a Skipton nel North Yorkshire. La "baby - house" dispone di quattro camere ed è alta 186 cm., larga 136 cm. e profonda 59 cm. Apparteneva alla The Roger Warner Collection sin dal 1974, dopo che il famoso antiquario inglese l'aveva acquistata presso la Morphet&Morphet House di Harrogate, Yorkshire. In precedenza era stata ereditata, per discendenza, dai Sidgwick, dalla famiglia Greenwood, Swarcliffe Hall, Harrogate, Yorkshire.  Le bambole e la grande collezione di arredi da Casa delle Bambole, che riempiono le camere della baby-casa, sono stati aggiunti dall'antiquario Roger Warner, così come è stato  lui stesso a fornire l'alto armadio dello zoccolo dipinto ad archi in muratura che fa da base. L'armadio è stato acquistato per £11.500 da Jonathan Coulborn, antiquario della Thomas Coulborn & Son, per conto della Temple Newsam House di Leeds.




Juliet Barker, autrice di "The Bronte's records", racconta che a Giugno la famiglia Sidgwick era solita trasferirsi da Stonegappe a Swarcliffe, residenza estiva appartenente a John Greenwood, padre della Sig. Sidgwick, a Birstwith, a tre miglia da Ripon. Durante questo periodo come istitutrice dei bambini della ricca famiglia Sidgwick, da maggio a luglio del 1839, Charlotte Bronte fu profondamente infelice per questo impiego. Elizabeth Gaskell, nella sua biografia su Charlotte, cita una lettera scritta nel giugno 1839 alla sorella Emily (cap.VIII), in cui guarda caso, oltre al suo disappunto, menziona delle "bambole da vestire" che potrebbero rappresentare l'ipotetica ristrutturazione di questa Casa delle Bambole: "...ti ho detto nella mia ultima lettera che la Signora [Sidgwick] non mi conosce. Ora comincio a credere che lei non abbia intenzione di conoscermi, che non le importi nulla di me, tranne escogitare come "spremermi" per ottenere la massima quantità di lavoro, e che a tal fine mi sommerge con oceani di lavori di cucito; metri di cambrì a cui fare l'orlo, cuffiette da notte in mussola da creare, bambole da vestire".

 


              
Alcuni arazzi e tappeti sono frammenti di ricami del XVII sec.

(Credits. The Thelegraph, Christie's )