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mercoledì, maggio 27, 2026

Miss Glover.



 

"....C'era così poco di Blanche.  ....." (Capitolo diciottesimo).

E' proprio così! Non si hanno molte notizie di Blanche. Da qualche accenno qua e là nel romanzo, si viene a sapere che dalle sue lettere si può vedere che aveva "una grafia nervosa e artistica allo stesso tempo, vagamente gotica", che ti lascia immaginare una "tipetta" un po' ombrosa.
Ha gli occhiali (....Gli occhi annebbiati dietro il cerchio delle lenti....) con la montatura a cerchio in ferro, su un viso pallido pieno di lentiggini, che nascondono degli occhi azzurrissimi e i capelli rossi.
Oltre alla pittura, sembra essere molto attiva a impartire lezioni private di disegno (rimangono "alcune lettere a una vecchia allieva, figlia di un parlamentare non insensibile alla causa delle donne"), dedita alla lettura ("...il mio Shakespeare, le mie poesie di Keats, e le Opere Poetiche di Lord Tennyson,....volumi così malconci e vissuti. .....Intendo emulare l'autrice di Vindication of the Rights of Women, ma , giovandomi del suo esempio, ho cucito nelle tasche del mio mantello quelle grandi pietre vulcaniche che Miss LaMotte aveva allineato sul suo scrittoio,.....") che condivideva spesso, non solo con Christabel, ma anche con Miss Eliza Daunton, ed era anche interessata alla cucina, aiutando Liza a preparare le conserve per la dispensa. La maggior parte di notizie su di lei si ricavano, purtroppo, dalla sua  ultima lettera-Testamento ritrovata sul tavolo di Bethany in Mount Ararat Road trattenuto da una pietra di granito.
"......Non posso più permettermi i colori  e ho venduto pochissimo negli ultimi mesi. Ho lasciato in salotto, incartati,quattro pezzi floreali veramente belli, dello stesso tipo che in passato è piaciuto a Mr Cressy, di Richmond Hill,....Ho tentato,.... in questa piccola casa, di vivere secondo certe convinzioni sulla possibilità, per donne nubili indipendenti, di trascorrere un'esistenza utile e pienamente umana, in compagnia reciproca, e senza ricorrere all'aiuto del mondo esterno, o degli uomini. ....., vivere frugalmente, caritatevolmente, filosoficamente, artisticamente, e in armonia l'una con l'altra e con la Natura..... La casa in realtà non è mia. Appartiene a Miss LaMotte. I beni e l'arredamento, acquistati insieme con i nostri risparmi, appartengono più a lei che a me, poichè la partner più ricca era lei,.....Ci sono in casa in questo momento ventisette quadri, opere finite, oltre a molti schizzi e disegni. Di questi dipinti più grandi, due sono di proprietà di Miss LaMotte.  Si tratta di "Christabel davanti a Sir Leoline" e "Merlino e Viviana". Vorrei che conservasse queste opere e spero che vorrà appenderle nella stanza in cui lavora, ....."
Lascia il suo guardaroba e la bigiotteria alla loro domestica, Jane Summers ("....abiti....eleganti ma non sfarzosi. ......"), ad eccezione della spilla di giaietto con le due mani strette in Amicizia, che le era stata regalata da Christabel di ritorno da Whitby, per il resto ha pochi gioielli, e di nessun valore, eccetto una croce con le perline da cui non si separa mai.
Se nella stesura del romanzo Possession la scrittrice A.S. Byatt per Christabel si è liberamente ispirata a Christina Rossetti, non ci sono indicazioni per Blanche.
A me piace immaginarla esteticamente molto simile a Elizabeth Siddall, visto che le accomuna anche la giovane e oscura morte,   mentre artisticamente mi piace associarla a Marie Spartali Stillman, fra le poche pittrici preraffaellite, quella più coinvolta nel clan di William Morris.
MR.

P.S Un’altro post che era nelle bozze da una vita. Dal 2019 mi sembra. Avevo e speravo in altre intenzioni. Oggi l’ho mandato in onda perché blogger non sta funzionando come dovrebbe. E mi serviva una ulteriore prova. I miei post non risultano nell’elenco lettura. C’è qualcosa che si è inceppato. E quindi….nulla:-(


mercoledì, maggio 13, 2026

IL TESTAMENTO DI CHRISTABEL



Capitolo Ventiquattresimo
 
....."Dettato a mia sorella, Sophia Bailey, 1° maggio 1890, poichè sono troppo debole per scrivere chiaramente. Desidero che a Sophia vadano il mio denaro, i miei mobili e le porcellane. Se Jane Summers di Richmond è viva voglio che abbia un mio ricordo, e sessanta sterline. Tutti i miei libri e le mie carte, e i miei diritti d'autore, vadano a Maia Thomasine Bailey nella speranza che crescendo abbia interesse per la poesia. Firmato Christabel LaMotte, alla presenza di Lucy Tuck, cameriera personale, e William Marchmont, giardiniere."




Questo post era nelle bozze dal 2018. 
Lo tenevo lì sperando, all’epoca, che ogni parola si materializzasse in scala 1/12. Così non è stato.
MR.



giovedì, aprile 09, 2026

Blanche Glover doll







Blanche Glover doll e il suo corredo incompleto. Sopravvissuta anche lei a due traslochi, con alcune delle sue cose finite altrove, altre bisognose di piccole riparazioni, altre mai ricercate per abbandono del progetto vittoriano pre_raffaellita. Un po’ mi spiace, ma intanto occorre fare comunque un inventario.

MR.

lunedì, dicembre 07, 2020

9th Anniversary Blog

Buon "compi-blog" Diario Vittoriano!!!
Sono un bel po' di anni che, nel giorno del tuo compleanno, non ti dedico un post celebrativo, delusa come sono di disperdere le mie energie altrove, di non essere riuscita a concentrarmi esclusivamente ai miei progetti in miniatura. Ma ho passato dei bei tempi con te, conosciuto storie, personaggi e un'arte straordinari, per cui è bello ritornare sui propri passi, soprattutto quando si sente prepotentemente di appartenere a questa sfera di sensibilità artistica. Mi riaffaccio, oggi, sul  tema che ti ha dato il là: la storia di Blanche e Christabel. Ho scoperto, molto tempo dopo aver letto e riletto Possession, che l'autrice A.S Byatt si è ispirata alla poetessa italo-inglese Christina Rossetti, per costruire il personaggio di Christabel LaMotte. Ho trovato questo ritratto della poetessa vittoriana da abbinare al piccolo libro chiuso che mi ha regalato tanto tempo fa la mia amica Caterina. Le piccole riproduzioni di foto d'epoca della musa preraffaellita Elizabeth Siddal sono sempre sue. Il vaso blu è di Elisabeth Causeret. Riparto da qui, per ritornare a scriverti.









domenica, febbraio 25, 2018

Una Lutyens Bench per il giardino di Blanche e Christabel.


Ho da poco terminato il lavoro sulla panchina acquistata in kit da Pierluigi Pirovano di Pimini. Non ho resistito alla tentazione di animarla con qualche miniatura, anche se per ora rimarrà in una scatola. Mi è sempre piaciuto un quadro di fine Ottocento di Vittorio Corcos che ritrae una donna che si riposa seduta ad una panchina. Mi sono ispirata alle poche cose che si vedono accanto a lei: un cappello di paglia, un fiore colto durante la passeggiata, dei libri, un ombrellino. Anche  se il quadro non è del 1858, che cosa mai farebbero di diverso due personaggi dediti all'arte e alla poesia  dalla lettrice dipinta da Corcos molti anni dopo?


Ho letto di recente che Antonia S. Byatt, nel dipanare il profilo di Christabel nel romanzo, si sia ispirata liberamente alla poetessa Christina Rossetti, sorella del pittore Preraffaellita Dante Gabriel Rossetti. Sono, quindi, grata a Caterina Milella di Le minis di Cockerina di avermi regalato, in tempi non sospetti, una copia di raccolte di poesie della poetessa vittoriana. Il cappellino di paglia è di Sepia Miniature , mentre la  rosa bianca e l'ombrellino sono di Marlies Minis.
Se assemblare il kit di Mr. Pirovano è stato un "gioco da ragazze", non è stato così facile per me ottenere la patina giusta, ahimè! Prima troppo nuova e troppo bianca , poi troppo ingrigita e usurata, poi troppo sporca e troppo "seppia". Insomma, la maledizione del ripetere tutto tre volte ancora continua. Alla fine, dopo aver consumato varie lime di cartone, sono arrivata a questa conclusione.
Quando ho visto il kit della panchina, non ho pensato due volte prima di acquistarlo. Mi ha ricordato immediatamente la Lutyens Bench presente sul retro del giardino della Red House di William Morris, presa come modello di riferimento per il restauro della mia Fairbanks, avendo un aspetto molto più facile da raggiungere col suo tipo di architettura. É una casa del 1859, quindi della stessa epoca dei fatti narrati in Possession; è stata un cenacolo Preraffaellita che avvalora la tesi che la sua atmosfera medievale è molto più indicata per Blanche e Christabel del cottage georgiano tutto bianco che si vede nel film; anche qui vi ha abitato una cameriera di nome Jane, per cui la curiosa combinazione non mi sembra debba essere ignorata. Per il piccolo e stretto giardino della Fairbanks mi piace guardare ai quadri dipinti a Kelmscott Manor dalla pittrice  Marie Spartali Stillman, l'unica, tra le Preraffaellite, che con la sua tecnica mi piace associare come una probabile Blanche Glover. Finisco qui, per ora, le mie elucubrazioni......

mercoledì, aprile 30, 2014

Blue Plaque


Blue Plaque by Le Minis di Cockerina
 Io e Caterina! Sembra il titolo di un film, ma in molte occasioni io e Caterina ci siamo trasformate in "il braccio e la mente", ma vanno bene anche tutte le accoppiate comiche: il gatto e la volpe, Cocky&Renato, Franco e Ciccio, e così via, perchè con Caterina si ride anche molto spesso! E per fortuna!!! Comunichiamo di frequente, parliamo di questo e quello, mentre lei cerca di  trasformare ogni mio desiderio letterario in miniatura.
Le parlavo, giorni fa, del fatto che era per me difficile mantenere gli interni o gli oggetti della dollhouse strettamente legati ai soli due anni in cui Blanche e Christabel avevano abitato insieme. 
Sarebbe riduttivo per me, privo di stimoli. Anche le copertine dei libri, che mi ha confezionato lei, molto spesso sono posteriori alla morte di Blanche, ma sinceramente non c'è gusto ad avere dei libri dalla copertina insignificante! Nel recente dibattito bambole sì o bambole no, che incarnino in casa almeno  i due personaggi, personalmente ho concluso che è molto probabile che  non potrò mai permettermele, soprattutto quelle che hanno un aspetto realistico e sofisticato sono fuori dalla mia portata, e sinceramente i compromessi non mi sono mai piaciuti!
C'è un compromesso, però, che non mi dispiace! Trasformare Bethany in un museo: una casa-museo dove, se non ci potranno esserci le bambole, basteranno i manichini con le loro suppellettili (stile Jane Austen's House Museum , ma in chiave pre-Raffaellita) e, magari, tutto ciò che abbraccia l'epoca delle protagoniste ed i personaggi che ruotano intorno a loro, di fantasia e non.
In un viaggio a Londra ero rimasta affascinata dalle targhe blu commemorative applicate ai muri delle dimore, a testimonianza di un personaggio famoso vissuto in quella casa, oppure di un evento avvenuto in quel luogo. Le "Blue Plaques" londinesi, istituite sin dal 1867 dalla Royal Society of Arts, sono le più antiche al mondo. Ne avevo vista una in miniatura da qualche parte sul web e mi era piaciuta molto, per cui ho pensato subito a questo piccolo particolare mentre maturavo l'idea della casa-museo. Non avendo dimestichezza con i giochi di magia grafica al computer, ho iniziato a mostrare vari esempi di "Blue Plaques" a Caterina, da quelle istituite dalla Royal Society of Arts fino a quelle più moderne istituite dall'English Heritage, l'organizzazione che si occupa attualmente di questo compito. Avevo già bene in mente che cosa volevo che ci fosse scritto al centro. Caterina, solerte, ha eseguito, facendomi trovare questa piccola sorpresina tra gli ultimi libri che ho comprato da lei. Qualcuno può pensare che è un regalino per cui non vale la pena di sprecare tante parole, ma per me quel pezzettino di cartoncino ha un significato.
Questa versione della "Blue plaque" è stata istituita nel periodo che va dal 1901 al 1938, quando ad occuparsi delle targhe commemorative era la London County Council (LCC). Fu proprio quest'organizzazione a stabilire che all'originaria targa in encausto voluta dalla Royal Society of Arts si mantenesse per sempre il colore blu (nel periodo antecedente le facevano anche di altri colori, ad esempio marrone, per risparmiare) e si desse più importanza alla grafica, aggiungendo una corona d'alloro e il titolo LCC. Le "Blue Plaques" moderne sono in ceramica Royal Doulton, con un evidente bordo bianco. Fu dato questo design semplice e moderno, che permetteva di dare più spazio alle scritte, da uno studente della Central School of Arts&Crafts, nel 1938.
Penso che un po' di nozioni storiche non guastano mai dietro ai nostri mini-interessi.
Solitamente la posizione di una targa blu non può essere un muro di cinta o i pilastri di un cancello, ma curiosamente, la foto sullo sfondo della mia targa blu nasconde quella vera  posizionata sul pilastro del muro di cinta del giardino della Red House di William Morris, la cui storia mi ha fatto scoprire alcune analogie con il mio romanzo. Ma questa sarà un'altra storia.....
Red House Blu Plaque for William Morris
 
(Photos Personal&Wikipedia)

mercoledì, marzo 27, 2013

Una vecchia "Fairbanks" per Bethany House.


Sono la nuova proprietaria di questa vecchia casa. E' stato un regalo di mio marito. ....Ma anche un regalo di chi ha voluto che fosse mia e non più sua. E' una casa che non è mai stata terminata e al tempo stesso mai iniziata, con qualche acciacco dovuto al passare del tempo e una bella ammaccatura dovuta al viaggio che ha dovuto compiere per approdare nelle mie mani. Mi sono limitata, per ora, a rimuovere la polvere, le ammaccature e a farmi un'idea delle numerose modifiche per farla diventare Bethany House....perchè questa,ora, è già Bethany!







 
 
(Photos personal)

mercoledì, gennaio 11, 2012

Antichi Ricordi & Segreti Polverosi. Descrizione della camera di una poetessa vittoriana.

Immagine tratta dal film Possession - Una storia romantica di Neil LaBute
Cap. V

 .......Entrarono al seguito di Sir George, che fece ruotare il suo ampio cono di luce nello spazio scuro, ristretto, circolare, illuminando un bovindo semi-circolare, un soffitto intagliato con archi marezzati e foglie d'erba finto-medievale, impregnato di polvere, un letto a baldacchino da cui ancora pendevano i tendaggi, dove un rosso stinto trapelava sotto una patina di granelli di polvere, una scrivania di legno nero fantasticamente scolpita, un trionfo di modanature e volute, grappoli d'uva e melagrane e gigli, qualcosa che poteva essere stata una sedia bassa o un inginocchiatoio, mucchi di stoffa, un vecchio baule, due scatole di metallo leggero, e all'improvviso una fila di straordinari minuscoli visi bianchi, uno, due, tre, appoggiati a un cuscino. Roland trattenne il fiato per un vago spavento: Maud disse:"Oh, le bambole"; e Sir George spostò la luce da uno specchio cieco entro un intreccio di rose e la puntò sulle tre figure immobili, semidistese sotto un polveroso copriletto, in quello che appariva in tutto e per tutto come un letto a colonne in miniatura.
Dolls by Gale Elena Bantock
Avevano visi di porcellana e braccia minute in pelle di capretto. Una aveva bei capelli setosi color dell'oro, sbiaditi e grigi di polvere. Una aveva una specie di cuffia da notte drappeggiata, in piquè bianco orlato di pizzo. Una aveva capelli neri, raccolti dietro la nuca in una crocchia rotonda. Tutte fissavano con vitrei occhi azzurri pieni di polvere, ma ancora scintillanti.
-Ha scritto una raccolta di poesie sulle bambole,- disse Maud, in un sussurro raggelante. -Poesie per bambini, in apparenza, come le Fiabe per innocenti. In realtà non lo erano.
Roland tornò a volgere lo sguardo alla scrivania rimasta nell'ombra.......aveva la sensazione vaga ed eccitata che uno qualunque dei contenitori lì presenti - la scrivania, i bauli, le cappelliere, potessero contenere un tesoro simile alle lettere sbiadite che aveva in tasca.
.......Sir George ruotò cortesemente la lampada verso la scrivania, restituiendo i piccoli visi all'oscurità in cui erano fino allora giaciuti. Roland sollevò il coperchio di un cofanetto vuoto. Dietro c'erano vuote nicche ad arco corrose e incise, e due cassettini vuoti. Si sentì incapace di sondare con le nocche l'intelaiatura.
Si sentì incapace di spingere la cerniera del baule. Si sentiva come se stesse spiando,.......

Dolls by Gale Elena Bantock
........Di nuovo Sir George proiettò la luce sulla casetta. .........-I bambini di qualcuno devono aver giocato con quelle bambole,- disse ragionevolmente Sir George, -dopo il 1890. Maud si inginocchiò nella polvere....
Si allungò verso la casetta e afferrò per la vita la bambola bionda; il vestito era di seta rosa intorno al collo e minuscoli bottoni perlacei. Porse questa creatura a Roland, che la prese come avrebbe fatto con un gattino, cullandola nell'incavo del gomito, poi aggiunse, una dopo l'altra, quella con la cuffia dalla minuta pieghettatura bianca orlata di broderie anglaise, e quella con i capelli scuri, severa nell'abito blu pavone scuro. Appoggiate al suo braccio, le minuscole teste pesanti, le minuscole gambe penzoloni, piuttosto terribili, un po' macabre. Maud tolse il cuscino, rivoltò il copriletto, tirò via tre delicate coperte di lana e uno scialle all'uncinetto, infine sollevò un materasso di piume, poi un altro, e un saccone di paglia. Esplorò la parte sottostante, l'interno di una base lignea, forzò una tavola incernierata e poi estrasse un involto, fasciato di una tela bianca e delicata, legato con un nastro, tutt'attorno e attorno e attorno, come una mummia. Ci fu un attimo di silenzio. Maud restava lì, continuando a reggerlo. Roland fece un passo avanti. Lui sapeva, lui sapeva che cosa era custodito lì dentro.
Dolls by Gale Elena Bantock
.........Con le sue pallide dita precise illuminate, Maud si affaccendò intorno ai vecchi nastri che, lo realizzò allora, erano coperti di ceralacca. ........
.......Lei si dava da fare. I nastri caddero e la tela, molti strati di tela, si aprì. Dentro c'erano due involti, fasciati di lucida seta e legati con un nastro nero. La vecchia seta frusciò e scivolò via. Eccole lì, lettere aperte, in due plichi, linde come fazzoletti stirati. .......Maud prese la prima lettera da ogni plico. Miss Christabel LaMotte, Bethany, Mount Ararat Road, Richmond, Surrey. Marrone, di una risolutezza ragnesca, ben nota, la grafia. E, assai più minuta, più violacea, Randolph Henry Ash Esqre, 29, Russell Square, London. .......
Queste splendide e minute "Dolls" dormienti, nel loro lettino ricco di copertine e pizzi, di Gale Elena Bantock, mi hanno fatto pensare al brano del libro da cui ho preso spunto per dare il via al mio blog, e che ora voglio condividere con chi apprezzi una buona lettura ed una ricca descrizione.
..........-Hm,- disse Sir George. -Datemi quei plichi. Grazie. Penso che adesso dovremmo tornare di sotto e farli vedere a Joan. E vedere se significano qualcosa o niente. A meno che vogliate trattenervi ed esplorare il resto.
Con la lampada disegnò un cerchio sulle pareti, rivelando una riproduzione sbilenca della Proserpina di Lord Leighton e un imparaticcio a punto croce illegibile a causa della polvere.
-Non ora,- disse Maud. .......
........Così percorsero il cammino a ritroso, Sir George tenendo strette le lettere, Maud il bozzolo aperto di lino e seta, e Roland le tre bambole, per un'indefinita fantasia che fosse crudele abbandonarle al buio. ..........


da Possessione . Una storia Romantica.
di Antonia S. Byatt

( Credits:MovieScreenShots.blogspot.com,  Gale Elena Bantock )